Lucia

I capelli sparpagliati sul cuscino.

Il sonno che si interrompe.

Le gambe al petto e i pensieri che girano come trottole.

Il buio ad accarezzare le guance pallide, a rintoccare piano sulle spalle esili.

La fragilità di una donna che attende l’amore.

Lei.

Con il cuore bucato e graffiato.

Bambina impaurita dentro il corpo grande che ha perso troppi anni addietro a promesse non mantenute.

Questa notte lunga, magica, sente freddo ad ogni battito.

Le lenzuola che pizzicano i sensi.

Sentire pressione al petto e non poter urlare.

Aver bisogno di un abbraccio e non poterlo chiedere.

Avere voglia di un bacio e non poterlo rubare.

L’aver paura di perdere quell’amore si è incastrata nelle viscere e ha tolto di nuovo la luce agli occhi.

Le lacrime scendono senza un percorso preciso, si addentrano nelle pieghe del naso, scivolano ai lati degli occhi e bagnano il cotone delle federe.

Notte bastarda.

Dove lei affonda dentro al suo stesso petto, pesca e si rigenera.

Mangia e tace, vuole il gusto perfetto di un bacio.

Sente la mancanza prepotente…sente l’abbandono.

Lieve la musica, per provare a calmare le paranoie, come quando da ragazzina sognava e negli auricolari vorticavano pezzi a cullare i sogni.

Quei sogni che non tornano più.

Ad occhi aperti sono diventate storie.

Come quelle che scrivo io mentre ora provo a rilassare la mente e a non pensare.

I miei capelli non sono sparpagliati sul cuscino come i suoi, io li tengo lungo il viso a ripararmi, a proteggermi.

Ascolto questa notte e scrivo, allento i battiti.

Se lo faccio è per calmarmi.

Dipingo personaggi che di certo da qualche parte sono persone.

Lei è Lucia, aspetta l’amore, ripensa a quello che gli ha portato via il cuore.

Io la disegno.

E lei senza saperlo mi ricorda cosa sono le emozioni, quelle che ho paura di perdere.

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2020-12-13T07:48:13+00:00