Le protagoniste dei romance (introduzione al libro)

Mai viste prima d’ora tante sfumature di rosa

Impegnate a fare cassa le case editrici puntano attualmente su questo genere di libri, oltre a conteporary, young adult, suspance, storico, fantasy, new adult. In gennaio sono state 22 le novità in uscita, quasi una al giorno, e il romance è sempre in vetrina. Il discorso non cambia se andiamo su Amazon e scorriamo la classifica delle vendite Kindle, Kobo e altri device.

Tra i sottogeneri della fiction che trainano il mercato e le vendite il romanzo rosa è il primo

Su Smashwords, piattaforma pioniere del self publishing, nell’ultimo anno il romance ha dominato le vendite con il 77 % di titoli venduti sul totale. Il perché è presto spiegato: il 75 % dei lettori è composto da donne che dedicano ai loro libri preferiti almeno 30 minuti al giorno. Di queste il 16 % è “digitale” e scarica addirittura un e-book al giorno, con netta preferenza per il genere rosa. Un sistema di lettura che ha allargato gli orizzonti del romance, permettendo di avvicinare anche le lettrici che in un passato non troppo lontano si sarebbero vergognate di farsi vedere sui mezzi pubblici con un Harmony in mano. Ma cosa contiene un kindle nessuno lo sa.)

La fortuna del “rosa” non è determinata solo dalle lettrici. Bisogna riconoscere che gli autori di questo genere, forse più di altri, sono stati i primi a creare una sorta di comunicazione diretta con i lettori e il loro giudizio, ad aggiornare i topic del genere contaminandolo con altri, tipo fantasy o erotico, per creare titoli e storie il più possibile vicini al gusto del pubblico. Questi scrittori sono insomma quelli che hanno saputo rincorrere la modernità, che si sono “commercializzati”.

Tra due nastri di raso viola

Le protagoniste dei romance sono così molto cambiate, non “subiscono” più la storia d’amore, come facevano le loro nonne, ma la vivono da donne esigenti ed emancipate per le quali l’amore è sì, desiderio, ma non elemento indispensabile per riempire vite altrimenti scialbe.

Prendiamo Sara: una ragazza sfortunata eppure sicura di sé, forte nella sua apparente fragilità e capace di gestire a testa alta gli uomini he le capitano a tiro, siano essi amici o amanti. Sara perde giovanissima il padre, un reporter che lavorava in territori di guerra, e pochi anni dopo la madre, ammalatasi di cancro. La sua fame d’amore è insaziabile, tanto da farle dire” un abbraccio è ciò che vogliamo trovare anche nel deserto più arido di sentimenti, mentre i ricordi e i saluti passano e lasciano briciole.” Il presente per lei è la cosa più importante. E il primo abbraccio che troverà sarà quello del coetaneo Michele, che però ha un sogno nel cassetto: “arruolarsi” in una Ong e andare in Siria ad aiutare le persone coinvolte nella guerra.

Sara non appartiene al genere di donne disposte ad aspettare per anni il ritorno del prode Ulisse, esige la vicinanza del ragazzo che ama, a maggior ragione dopo la perdita del bambino che aspettava da lui. Così quando lui decide di partire, lei lo lascia. Nel frattempo esce con gli amici, lavora, si mantiene, cambia casa e stringe amicizia con un giovane e aitante vicino: simpatico, ironico, con un immenso tatuaggio sulla schiena che raffigura un terrificante serpente con la bocca spalancata. Sarà lui, Simone, un giovane pediatra dal passato tragico e burrascoso, il “serpente” che le farà cambiare strada. Quasi una citazione biblica.

Il passaggio non sarà facile né indolore perché “prima di sistemare il presente bisogna riaprire le porte del passato”, un’azione che si concretizza con l’inaspettato ritorno di Michele, l’indimenticabile primo amore. Il simbolo della sua giovinezza. Adesso però Sara è una donna, non come le altre, una donna che “ha vissuto la vita vera”, una donna che “sa ballare i passi della vita”.

Sara è un esempio positivo di femminilità consapevole, al passo con i tempi.

E’ una giovane donna non più disposta ad accontentarsi, come probabilmente avrebbe fatto sua nonna, ma come lei coltiva il sogno di costruirsi una famiglia. Allo stesso tempo è moderna e antica, ovvero contemporanea. Ama e ha la fortuna di essere riamata, anche se con i suoi uomini si scontra con ripetuti duelli verbali, sempre alla ricerca di un equilibrio comune. Dialoghi e botta e risposta sono infatti lo scheletro del libro, come avviene nelle fiction, che sembra più la sceneggiatura di una commedial che la trama di un romanzo.

Nella sua storia ci sarà anche un lieto fine perché in questo genere il lieto fine è obbligatorio. La sensazione di autentico benessere che si prova nella conclusione di un romanzo rosa dipende in buona parte dal fatto che si è assistito al coronamento dell’amore rincorso lungo tutto il percorso. Quando si partecipa ad un sentimento che sboccia pagina per pagina, si vuole anche poter gioire del meritato finale. E poi il mondo attuale è già così pieno di brutture, reali e purtroppo concrete, che non c’è alcuna necessità nel flagellare il lettore anche nel tempo libero.

In “Tra due nastri di raso viola” c’è il diario di Sara, ci sono i suoi sentimenti e i suoi amori, ma soprattutto c’è il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Una vita come tante, niente di speciale, che però vale la pena di leggere. In fondo passare qualche ora in compagnia di un romanzo rosa ha più senso oggi di quanto non l’avesse 20 anni fa. Subiamo tutti una vita molto stressante e la necessità di evasione è altrettanto sentita. Leggere rosa vuole dire prendersi una pausa dai folli impegni di tutti i giorni, rifiatare inspirando a pieni polmoni, ricaricare le pile per partire con ancora maggiore determinazione. Se siamo adolescenti scegliamo di seguire le vicende di una trentenne con una carriera avviata, magari per imparare qualcosa, se invece siamo nonne preferiremo rivivere il momento dell’università, o del primo amore. Ma perché privarsi di questa piacevole distrazione? Qualche volta è proprio la possibilità di far fare ai nostri sentimenti un salto temporale il motore che spinge a cambiare certe brutte abitudini radicatesi nel tempo.

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2018-11-10T18:31:17+00:00